LA VOJVODINA : popolazione

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La popolazione

 

I saldi del movimento naturale e del movimento migratorio della popolazione sono negativi se riferiti alla totalità della provincia. In particolare è da considerarsi allarmante il saldo naturale negativo, indicativo di bassi indici di natalità e di un complessivo invecchiamento della popolazione.

Si devono tuttavia osservare differenti comportamenti demografici fra le diverse componenti etniche . Bassi indici di natalità caratterizzano infatti la componente magiara e quella serba, mentre decisamente più elevati sono quelli di altre, in primis di quella rom.

Anche il movimento migratorio presenta come si è detto saldi complessivamente negativi, ma se si considerano situazioni specifiche come quella di Novi Sad, il segno cambia. Novi Sad si afferma infatti come centro con forte capacità di attrarre popolazione da tutto il resto della provincia e anche da oltre confine (minoranze serbe della Slavonia e della Bosnia), grazie alla gamma di opportunità di vita e di lavoro, che la città è in grado di offrire.

 

Dal punto di vista della composizione per nazionalità la Vojvodina può essere definita come una sintesi d'Europa , o almeno dell'Europa Centrale e Sud-Orientale. La componente serba è maggioritaria, ma molto rilevante è quella magiara, specie nel Nord e in municipalità come Temerin e Bečej. Fra le altre, molto significative quella slovacca e quella romena. Importante anche la presenza rutena, originaria della Ucraina sub-carpatica. Di entità oramai trascurabile invece la componente tedesca, che pure fino alla seconda guerra mondiale aveva un peso rilevantissimo nella vita economica e culturale. Simili considerazioni si possono fare a proposito della componente ebraica askhenazita, un tempo molto consistente sia a Novi Sad sia a Subotica, che tuttora conservano Sinagoghe fra le più grandi d'Europa. La componente croata è significativa soprattutto a Subotica, dove conta per circa un terzo della popolazione locale.

 

A partire dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale la Vojvodina è stata poi meta di immigrazioni da altre aree della Jugoslavia: dapprima dal Montenegro e, a seguito delle guerre balcaniche degli anni Novanta del XX secolo, dalle Krajne, dalla Bosnia e dalla Slavonia.

 

Il mosaico etnico, in verità ancora più ampio di quello descritto, si riflette in un mosaico di credi religiosi , con una prevalenza di popolazione di fede cristiano-ortodossa (chiesa autocefala serba), una più che significativa consistenza di popolazione di fede cattolico-romana (soprattutto croati e ungheresi), importanti comunità luterane (slovacchi, ungheresi) e calviniste (ungheresi). Non manca la presenza di altre confessioni, come quella cristiano-ortodossa rumena, la uniate e altre (avventisti).

 

L'intersecarsi di popoli e fedi religiose all'interno di un territorio di estensione tutto sommato limitata non ha provocato tensioni interetniche di rilievo.

Al contrario, la Vojvodina si può considerare come un modello di successo sul piano della tolleranza e dell' integrazione fra nazionalità diverse, forse senza eguali nell'intera Europa Centrale e Sudorientale.

 

La popolazione della Vojvodina presenta tassi di scolarizzazione superiore e universitaria molto elevati rispetto ai valori tipici di altre aree della ex-Jugoslavia, comparabili a quelli della Mitteleuropa. L'abitudine alla vita in un contesto multilinguistico e multiculturale favorisce inoltre l'apprendimento di lingue straniere dell'Europa Occidentale.

 

Una ricerca demoscopica condotta da Gallup International mette in luce come oltre il 40% della popolazione sia in grado di esprimersi correntemente in inglese . Fra le altre lingue allogene, diffuso è il tedesco, mentre l'italiano si situa al terzo posto . Come in tutta l'Europa Centrale e Sud-Orientale, i prodotti, la cultura e lo stile di vita italiani godono di grande prestigio. Italianità è sinonimo di un ben vivere difficilmente eguagliabile, di attenzione alla qualità, di capacità di affrontare situazioni impreviste con creatività e flessibilità.

 

La città di Novi Sad dispone di tutte le condizioni per vivere secondo standard europei: complessi sportivi di prim'ordine, teatri, un'intensa vita notturna, facilities per lo shopping, ristoranti di livello internazionale e un'offerta alberghiera diversificata e meglio qualificata di quella di Belgrado.

L'aeroporto internazionale Nikola Tesla è a un'ora di macchina dal centro di Novi Sad. La gente è amichevole e ospitale, specie con gli stranieri, e per uno straniero integrarsi nella società locale non è difficile.

 

Negli affari la cultura locale ha il senso della misura e dei tempi. La cultura popolare presenta molti punti di contatto con quella dei Paesi vicini.

La cucina ad esempio è basata su stracotti simili all'ungherese pörkölt e su carni impanate e fritte all'uso viennese piuttosto che sui barbecues balcanici.

La musica tradizionale, ancora largamente apprezzata anche dai giovani, fa largo ricorso ai violini e al cembalo piuttosto che agli ottoni e agli strumenti a fiato tipici della gran parte dei Balcani.


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